Vicinato

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Nell’ambito di questa scheda, si vuole rammentare che il Codice civile (CC) contiene varie norme per la tutela dei diritti di proprietà e possesso nell’ambito del vicinato.

In particolare, a prescindere dall’art. 641 cpv. 2 CC, l’art. 679 CC abilita chi è leso nel suo diritto di proprietà da turbative provenienti da un fondo altrui a chiedere la cessazione della molestia o un provvedimento contro il danno temuto e il risarcimento del danno. In tal caso non occorre che il convenuto intervenga direttamente sulla proprietà dell’attore (come nell’ipotesi dell’art. 641 cpv. 2 CC); una turbativa indiretta basta, purché configuri un eccesso pregiu­dizievole nel senso dell’art. 684 CC. Si reputano tali, ed esempio, le emissioni di fumo e le emanazioni moleste.

Sapere poi se le immissioni siano dav­vero eccessive dipende dall’oggettiva intensità delle medesime. Il giudice valuta gli interessi in gioco sulla base del suo ampio potere di apprezzamento, richiamandosi alla sensibilità di una persona media posta nelle medesime condizioni. Tale ponderazione d’interessi, ispirata al diritto – comprese le nor­me sulla protezione dell’ambiente – e all’equità, non deve fondar­si solo sulla situazione, la destinazione dei fondi o l’uso locale (come prevede l’art. 684 cpv. 2 CC), ma deve tenere conto anche di tutte le circostanze del caso specifico nel loro insie­me (DTF 132 III 50 consid. 2.1). Vietate, in altri termini, non sono unicamente immissioni suscettibili di danno, bensì tutte le immissioni moleste, ovvero eccessive (Rep. 2000 pag. 172 consid. 4 con richiami; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2004.137 del 21 agosto 2008, consid. 3), che superano gli usuali limiti di tolleranza.