Esigenze di motivazione dell’appello: le contestazioni di carattere pecuniario vanno sempre cifrate

Per quanto attiene alle esigenze di motivazione dell‘appello, occorre ricordare che le contestazioni a carattere pecuniario vanno sempre cifrate. È quindi irricevibile un appello in cui viene richiesta una riduzione del contributo di mantenimento fissato dal Pretore che non indica l‘ammontare della riduzione richiesta.

Per questo motivo, in una sentenza dello scorso 17 maggio 2019 il Tribunale d’appello ha giudicato irricevibile un appello con il quale veniva chiesta una riduzione del contributo di mantenimento indicando che contributo “deve essere rivalutato in considerazione della capacità finanziaria del sottoscritto di poter far fronte al pagamento senza nessuna entrata a livello di reddito professionale”.

Infatti, così formulata, la richiesta è inammissibile. Si evidenzia anche che l‘esigenza di cifrare le contestazioni pena la irricevibiltà (DTF 137 III 617) vale anche nel caso in cui il giudice non è vincolato alle conclusioni delle parti (DTF 137 III 621 consid. 4.5.4; RtiD I-2014 pag. 805 consid. 3d). Certo, una richiesta indeterminata può rivelarsi ricevibile se dalla motivazione addotta dal richiedente, eventualmente in combinazione con la sentenza impugnata, si evince con chiarezza quale sia l’ammontare della somma in questione (DTF 137 III 621 consid. 6.2 con riferimenti; sentenza del Tribunale federale 5A_165/2016 dell’11 ottobre 2016 consid. 3.4.2). 

Nel caso specifico dall’appello giudicato, l’entità del contributo alimentare proposto in riforma della decisione impugnata non si evinceva dalla richiesta di giudizio, né la cifra era intuibile dagli atti. pertanto, carente di requisiti formali, l’appello non adempiva i presupposti dell’art. 311 cpv. 1 CPC e non poteva essere vagliato oltre.

Si aggiunga che ove la situazione economica di un genitore sia cambiata in modo ragguardevole e duraturo rispetto al momento in cui il contributo è stato fissato, egli può sempre chiedere la modifica dei contributi alimentari a suo carico (art. 134 cpv. 2 e 286 cpv. 2 CC).