Autorità parentale congiunta e trasferimento all’estero

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Oggi, 1° luglio 2014, entra in vigore la revisione del codice civile concernente l’autorità parentale congiunta.

Si ricorda che secondo che la nuova legge stabilisce come regola l’autorità parentale congiunta, indipendentemente dallo stato civile dei genitori (art. 296 cpv. 2 nCC), segnatamente se gli stessi sono coniugati, separati, divorziati e anche non sposati.

Tuttavia per questi ultimi non vi sarà un automatismo. I genitori non sposati potranno chiedere all’autorità regionale di protezione (ARP) di esercitare congiuntamente l’autorità parentale. Se invece i genitori non sono d’accordo, il genitore che non la detiene dovrà presentare un’istanza all’ARP.

In caso di divorzio e di separazione coniugale dal 1° luglio vi sarà il principio dell’autorità parentale congiunta. Se tuttavia il giudice dovesse costatare che le condizioni per l’esercizio congiunto dell’autorità parentale non sono date, allora potrà attribuirla a un solo genitore.

Con l’autorità parentale congiunta, i genitori devono di principio decidere di comune accordo tutto ciò che riguarda il figlio. Comunque, per gli affari quotidiani, il genitore a cui è affidato il figlio manterrà un diritto di decisione.

Un argomento che riveste sicura importanza è quello relativo al luogo di dimora del minore, in particolare la questione del suo trasferimento.

Contrariamente diritto finora in vigore, non sarà più il detentore della custodia a poter decidere autonomamente.

Anche il genitore non affidatario, che mantiene l’autorità parentale congiunta, da oggi in avanti deve acconsentire al trasferimento all’estero del figlio. Qualora i genitori non si dovessero accordare, sarà nuovamente il giudice o l’ARP a dover decidere.

Si ricorda infine che, secondo il diritto transitorio, il genitore di una coppia non sposata che al 1° luglio 2014 non ha l’autorità parentale può chiedere entro il 30 giugno 2015 all’ARP competente di poter beneficiare dell’autorità parentale congiunta.

Il genitore che è stato privato dell’autorità parentale nell’ambito del divorzio potrà rivolgersi con istanza unilaterale al giudice per chiedere l’esercizio dell’autorità parentale congiunta, ma a condizione che il divorzio non sia stato pronunciato più di cinque anni a contare dal 1° luglio 2014 (per cui non deve risalire a prima del 30 giugno 2009).