Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2010 (III. Diritto di famiglia)

9c Art. 422 cpv. 1 CPC

A che stadio del processo un coniuge deve quantificare il contributo di mantenimento chiesto dopo il divorzio?
Anche se la procedura di divorzio su richiesta comune con accordo parziale fa seguito a una procedura di divorzio originariamente promossa su richiesta unilaterale, il contributo di mantenimento chiesto dopo il divorzio va quantificato per quanto possibile sin dall’inizio della causa, nulla impedendo al richiedente di riservarne l’adeguamento alle risultanze istruttorie.
I CCA 21.10.2009 N. 11.2007.163

10c Art. 511 CPC; 29 LDIP; 2, 4, 5, 7 Conv. Aia obb. alim.

Delibazione di una trattenuta di stipendio italiana in materia di contributi alimentari per il figlio
Trattenuta di stipendio pronunciata in Italia nei confronti di un datore di lavoro con sede in Svizzera a carico di un cittadino italiano con domicilio in Italia per garantire il versamento di contributi alimentari in favore di un minorenne residente in Italia.
I CCA 15.5.2009 N. 10.2009.4

18c Art. 124 cpv. 1, 137 cpv. 2, 178 cpv. 2 CC

Misure provvisionali in pendenza di divorzio – blocco degli averi bancari
Il blocco cautelare di averi bancari in garanzia di pretese avanzate da un coniuge a norma dell’art. 124 cpv. 1 CC rientra fra le misure provvisionali che il giudice può ordinare in virtù dell’art. 137 cpv. 2 CC.
I CCA 3.7.2009 N. 11.2006.82

19c Art. v153 cpv. 2 CC

Modifica di una rendita vitalizia dovuta dopo il divorzio in virtù della vecchia legge
Il giudice non può limitarsi a ridurre la rendita vitalizia per l’ex coniuge nella stessa misura in cui è diminuito il reddito del debitore; deve verificare altresì che al debitore rimangano mezzi sufficienti per finanziare il proprio fabbisogno minimo maggiorato del 20%.
I CCA 15.9.2009 N. 11.2009.46

20c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – fabbisogni minimi dei coniugi
Condizioni alle quali i costi per l’uso di un’automobile possono essere inseriti nei fabbisogni minimi dei coniugi (conferma della giurisprudenza).
I CCA 8.5.2009 N. 11.2009.45

21c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 179 cpv. 1 CC

Modifica di misure a protezione dell’unione coniugale – metodo per il calcolo dei contributi alimentari, reddito presunto da capitali al risparmio e decorrenza della modifica
Il metodo per il calcolo dei contributi alimentari in procedure a tutela dell’unione coniugale consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l’eccedenza a metà, anche se la separazione dura da anni. I criteri dell’art. 125 CC entrano in linea di conto solo per valutare se si possa pretendere che un coniuge professionalmente inattivo, in tutto o in parte, riprenda o estenda un’attività lucrativa (conferma della giurisprudenza; consid. 4).
I redditi presunti di capitali al risparmio si determinano con riferimento ai saggi d’interesse fissati dal Consiglio federale per gli averi di vecchiaia in materia di previdenza professionale (conferma della giurisprudenza; consid. 6).
Per principio la modifica di misure a protezione dell’unione coniugale decorre dal giorno in cui il giudice statuisce. Il giudice può far retroagire la decisione di modifica, secondo il suo apprezzamento, dal giorno in cui la richiesta è stata introdotta. Può prevedere una retroattività ulteriore – per contro – solo in via eccezionale, ove si verifichino circostanze particolari (conferma della giurisprudenza; consid. 10).

I CCA 17.8.2009 N. 11.2007.141

22c Art. 285 cpv. 2 CC

Contributo alimentare per il figlio: assegno di famiglia riscosso direttamente dal genitore affidatario
Quando l’assegno di famiglia riscosso direttamente dal genitore affidatario deve ritenersi compreso nel contributo alimentare per il figlio e quando invece può essere riscosso in aggiunta?
I CCA 13.5.2009 N. 11.2008.140

23c Art. 286 cpv. 3 CC

Contributo speciale per bisogni straordinari e imprevisti del figlio
Il contributo deve consistere in una somma precisa, destinata a coprire esigenze documentate e quantificate. Non può formare oggetto di una clausola generale, né in una convenzione sugli effetti del divorzio né in una sentenza.
I CCA 15.9.2009 N. 11.2007.100

52c Art. 80 LEF

Rigetto definitivo dell’opposizione – decreto cautelare di trattenuta dal salario quale titolo esecutivo – qualità di debitore non spetta al terzo
Ove il terzo non rispetti l’avviso di trattenuta, il creditore alimentare può procedere nei suoi confronti anche se l’avviso di trattenuta non costituisce un titolo di rigetto dell’opposizione nei confronti del terzo giacché egli non era parte, né è stato sentito nel procedimento sfociato nell’avviso di trattenuta. Nella misura in cui il terzo si oppone al pagamento, il creditore alimentare deve introdurre un’azione ordinaria.
CCC 27.7.2009 N. 16.2008.120

54c Art. 80 seg. LEF; 179 cpv. 2 CC

Pretesa fondata su una sentenza a protezione dell’unione coniugale – estinzione in caso di ricostituzione della comunione fra coniugi?
Nel Cantone Ticino le decisioni emesse nell’ambito di un’istanza volta all’adozione di misure a protezione dell’unione coniugale, di per sé, costituiscono validi titoli di rigetto definitivo se sono esecutive (consid. 2).
L’estinzione di una pretesa non si realizza necessariamente tramite pagamento del debito, ma può avere la sua origine in un’altra causa civile: l’istanza di rigetto definitivo sarà in tal caso da respingere solo se l’estinzione di quella pretesa comporta eo ipso – e quindi di per sé – la cancellazione del debito posto in esecuzione (consid. 4).
Per l’art. 179 cpv. 2 CC le misure intese a regolamentare la separazione di due coniugi decadono automaticamente dandosi una loro convivenza: l’eccezione può essere sollevata dall’escusso nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione per l’incasso forzato di eventuali pretese alimentari. Presupposto essenziale è l’incondizionata volontà e l’accordo di entrambe le parti a ricostituire una comunione tra coniugi durevole, laddove un semplice tentativo di ripresa di vita comune non può affatto ritenersi sufficiente (consid. 6).
CEF 15.9.2009 N. 14.2009.61

56c Art. 93 LEF; 277, 328 cpv. 1 CC

Calcolo del minimo esistenziale – partecipazione di un figlio maggiorenne alle spese di locazione
Nel minimo di esistenza di un debitore che convive in modo duraturo con un figlio maggiorenne va computato solo la metà del canone di locazione: non viene quindi operata una ripartizione in proporzione dei rispettivi redditi, essendo l’art. 163 CC inapplicabile in una tale situazione. La partecipazione di un figlio maggiorenne alle spese di locazione va però limitata a un terzo se condivide l’appartamento non solo con il debitore ma anche con un fratello o una sorella a carico dell’escusso. Non si può prescindere da tale partecipazione per l’insufficienza dei redditi del figlio maggiore, qualora l’escusso non sia giuridicamente tenuto a mantenerlo, né ai sensi dell’art. 277 CC né ai sensi dell’art. 328 cpv. 1 CC – che sottopone il diritto all’assistenza tra i parenti al fatto che la persona obbligata viva «in condizioni agiate» (consid. 2.2.).
Tuttavia, se i redditi del figlio maggiorenne sono insufficienti a pagare la parte dell’affitto a suo carico, l’Ufficio potrà tenere conto di tale partecipazione solo nel rispetto del termine contrattuale di disdetta (consid. 2.4).
Le spese indispensabili legate alla salute che l’escusso o i suoi famigliari sopportano o sopporteranno durante il periodo di validità del pignoramento devono essere incluse nel minimo vitale se esse non sono prese a carico dall’assicurazione malattia obbligatoria (consid. 3).
L’escusso non può quindi pretendere di essere curato in un istituto di sua scelta – in particolare fuori cantone – i cui costi non sono (o non interamente) coperti dall’assicurazione malattia obbligatoria se potrebbe ricevere un trattamento analogo in un altro istituto per lui meno costoso in quanto a carico (parzialmente o totalmente) della cassa malati. Tale limitazione, indiretta, della scelta dell’istituto di cura è conforme a quanto prescritto all’art. 41 LAMal (consid. 3.2).
CEF 12.6.2009 N. 15.2009.49 (il ricorso in materia civile inoltrato dall’escussa è stato respinto dal TF con sentenza 5A_447/2009 del 26 novembre 2009)

68c Art. 1 Conv. Aia prot. min.; 133 cpv. 1, 137 cpv. 2 CC; 62 seg. LDIP

Competenza per territorio del giudice svizzero del divorzio (o della separazione) a statuire sull’affidamento, le relazioni personali e i contributi alimentari nel caso di figli con dimora abituale all’estero
Il giudice svizzero del divorzio (o della separazione) non è competente a statuire – nemmeno in via provvisionale – sull’affidamento, le relazioni personali e i contributi alimentari per figli con dimora abituale all’estero, sempre che lo Stato estero abbia ratificato la Convenzione dell’Aia concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori. In caso contrario la competenza del giudice svizzero sussiste (precisazione della giurisprudenza).
I CCA 25.9.2009 N. 11.2008.99

69c Art. 1 Conv. Aia prot. min.; 133 cpv. 1, 315a cpv. 1 CC; 62 segg. LDIP

Competenza per materia del giudice svizzero del divorzio (o della separazione) svizzero a statuire sull’affidamento, le relazioni personali e i contributi alimentari nel caso di figli con dimora abituale in Svizzera ove la causa di divorzio (o di separazione) sia già pendente all’estero
Il giudice svizzero del divorzio (o della separazione) – e non l’autorità tutoria – è competente a statuire sull’affidamento, le relazioni personali e i contributi alimentari per figli con dimora abituale in Svizzera quand’anche la causa di divorzio (o di separazione) sia già pendente all’estero, sempre che lo Stato estero abbia ratificato la Convenzione dell’Aia concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori.
I CCA 30.10.2009 N. 11.2005.155

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2009 (III. Diritto di famiglia)

13c Art. 129 cpv. 1, 138 cpv. 1 CC

Divorzio – modifica della rendita mediante sentenza
La sospensione di un contributo alimentare non è un semplice minus della soppressione. Va quindi chiesta esplicitamente. In appello essa è proponibile per la prima volta, di conseguenza, solo ove sia fondata su fatti nuovi o mezzi di prova nuovi.
I CCA 15.4.2009 N. 11.2005.135

14c Art. 149 CC

Appello contro l’omologazione di una convenzione sugli effetti del divorzio
Un coniuge che dopo i due mesi di riflessione ha confermato la convenzione sugli effetti del divorzio può ancora impugnare liberamente l’omo¬logazione dell’accordo da parte del giudice o può impugnare l’omolo¬gazione solo per vizi della volontà, rispettivamente per violazione di norme federali di procedura relative al divorzio su richiesta comune? Questione lasciata indecisa.
I CCA 18.03.2009 N. 11.2009.18

15c Art. 175 CC

Sospensione della comunione domestica – motivi
Doveri di verifica da parte del giudice.
I CCA 24.11.2008 N. 11.2008.159

16c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – contributi alimentari fra coniugi
Fabbisogno minimo di un coniuge: costo dell’abitazione e parità logistica.
I CCA 19.2.2009 N. 11.2007.55

17c Art. 176 cpv. 3 CC

Protezione dell’unione coniugale – contributo alimentare per il figlio – competenza
Incompetenza per territorio del giudice svizzero chiamato a statuire sul contributo alimentare per un figlio la cui dimora abituale si trovi all’estero.
I CCA 7.4.2009 N. 11.2008.41

18c Art. 310 cpv. 1 CC

Privazione della custodia parentale
Nozione di «ricovero conveniente» in favore del figlio.
Diritto dei genitori e di terzi di mantenere con il figlio adeguate relazioni personali.
Portata dell’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio cantonale delle famiglie e dei minorenni per l’accoglimento di minorenni da parte di terzi.
I CCA 30.12.2008 N. 11.2008.28

22c Art. 650 cpv. 1, 205 cpv. 2 CC

Scioglimento di una comproprietà tra coniugi
Un coniuge può chiedere lo scioglimento di una comproprietà con l’altro coniuge prima della liquidazione del regime dei beni? In tal caso un coniuge può, vantando un interesse preponderante (art. 205 cpv. 2 CC), postulare l’attribuzione dell’intero bene contro compenso all’altro coniuge? (consid. 4).
Giustificazioni soggettive di un comproprietario possono ostare a una richiesta di scioglimento della comproprietà? (consid. 5).
Trattandosi di sciogliere la comproprietà su un’abitazione familiare, continua a valere la norma protettrice dell’art. 169 CC anche se l’abitazione è in comproprietà dei coniugi? (consid. 6).
I CCA 3.11.2008 N. 11.2007.90

46c Art. 80 seg. LEF; 125 CO

Rigetto definitivo dell’opposizione – riconoscimento del debito all’udienza – compensazione con alimenti esclusa senza l’accordo del creditore
Il riconoscimento incondizionato del debito da parte del debitore all’udienza di contraddittorio davanti al giudice del rigetto legittima il rigetto dell’opposizione qualora esso sia stato verbalizzato. La compensazione con alimenti non è proponibile contro la volontà del creditore.
CCC 9.1.2009 N. 16.2008.119

48c Art. 80 LEF; 105 cpv. 1 CO; 289 cpv. 1 CC

Rigetto dell’opposizione definitivo fondato su una sentenza di divorzio
Una volta maggiorenne il figlio beneficiario degli alimenti è legittimato a far valere non soltanto le pretese alimentari maturate dopo il compimento del diciottesimo anno di età, ma anche quelle maturate prima.
Gli interessi di mora dovuti per l’inadempienza di obblighi alimentari periodici (rendite) decorrono, giusta l’art. 105 cpv. 1 CO, soltanto dal momento dell’avvio della procedura esecutiva.
CEF 26.2.2009 N. 14.2008.112

55c Art. 93 LEF

Minimo di esistenza – disponibilità per l’alloggio e il mantenimento di figli di cui il debitore non ha la custodia
Se il debitore, spesso e per un lasso di tempo superiore alla media, alloggia e mantiene presso di sé i figli, di cui non ha la custodia, ben si giustifica che se ne tenga conto nel computo del minimo vitale (nel caso di specie, è stato riconosciuto ragionevole un importo di fr. 350.– mensili) (consid. 7).
Nel valutare se il canone di locazione corrisposto dall’escusso sia conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che egli si accontenti nelle circostanze concrete occorre prendere in considerazione la sua necessità di poter avere a disposizione uno spazio adeguato anche a poter accogliere i figli di primo matrimonio nei periodi in cui questi si trovano presso di lui (consid. 10.4).
CEF 29.1.2009 N. 15.2008.95

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2009 (III. Diritto di famiglia)

17c Art. 134, 286 cpv. 2 CC; 425 segg. CPC

Modifica del contributo alimentare stabilito per un figlio nella sentenza di divorzio dei genitori
L’azione di modifica riguardante il contributo per un figlio è disciplinata dalla procedura ordinaria, non da quella speciale degli art. 425 segg. CPC (ritorno alla giurisprudenza anteriore; consid. 1). Parti in causa sono il genitore cui incombe il versamento del contributo e il figlio; il genitore cui è attribuita l’autorità parentale sul figlio può agire ed essere convenuto, ma solo in luogo e vece del figlio stesso, come sostituto processuale di lui (conferma della giurisprudenza; consid. 2). Ai fini del giudizio sull’azione di modifica è decisivo il raffronto tra le condizioni in cui si trovavano le parti al momento in cui è stato sciolto il matrimonio (rispettivamente al momento in cui il contributo litigioso è stato modificato l’ultima volta) e la situazione attuale. Il giudice non deve fissare il contributo ex novo, ma valutare equitativamente in che misura il cambiamento invocato si ripercuota sulla sentenza di divorzio, rispettivamente sulla sentenza in cui il contributo litigioso è stato modificato l’ultima volta (consid. 4).
I CCA 23.6.2008 N. 11.2006.93

18c Art. 172 segg. CC; 376 segg. CPC

Protezione dell’unione coniugale – provvedimenti cautelari
Procedimenti a tutela dell’unione coniugale fondati sugli art. 172 segg. CC e procedimenti cautelari fondati sugli art. 376 segg. CPC hanno scopi sostanzialmente identici: i primi lasciano quindi poco spazio ai secondi (consid. 1 a 3). Provvedimenti cautelari emessi prima dell’avvio di una procedura a protezione dell’unione coniugale sono senza senso: il giudice adito emana tutt’al più, dandosi il caso, provvedimenti senza contraddittorio, ma deve assegnare all’istante un breve termine per avviare una procedura a protezione dell’unione coniugale (consid. 3).
Provvedimenti cautelari emessi durante una procedura a protezione dell’unione coniugale possono giustificarsi, per motivi di urgenza e per evitare pregiudizi difficilmente riparabili, ove siano emanati senza contraddittorio (eventualmente «nelle more istruttorie»). Decreti cautelari emessi «previo contraddittorio» (nel senso dell’art. 382 cpv. 1 CPC) vanno invece evitati già per motivi di economia processuale (consid. 5).
I CCA 26.5.2008 N. 11.2008.53

19c Art. 176 CC

Misure a protezione dell’unione coniugale
Criteri per l’attribuzione dell’abitazione coniugale (conferma della giurisprudenza).
I CCA 26.8.2008 N. 11.2007.31

20c Art. 286, 279 CC; 97, 425 CPC; 6 LAC

Azione di mantenimento per spese straordinarie del figlio – competenza esclusiva del pretore indipendentemente dal valore
L’azione con la quale la moglie chiede al marito di partecipare al pagamento delle spese scolastiche e di cura dentistica per i figli minorenni, ovvero l’azione di mantenimento, è proposta mediante istanza scritta al Pretore ed è trattata con la procedura speciale degli art. 425 segg. CPC.
CCC 25.8.2008 N. 16.2008.74

21c Art. 308 CC

Protezione del figlio – curatela educativa
Funzione e scopo del curatore educativo, autorità preposta all’istituzione della curatela, autorità preposta alla nomina del curatore.
I CCA 29.7.2008 N. 11.2006.94

22c Art. 315 cpv. 1 CC

Protezione del figlio – competenza per territorio dell’autorità tutoria
Competenza per territorio nel caso in cui l’autorità parentale sul figlio competa alla madre, il figlio sia affidato in custodia al padre e ogni genitore abbia un domicilio proprio.
I CCA 5.8.2008 N. 11.2008.89

36c Art. 125 n. 2 CO

Compensazione di contributi alimentari con altre pretese fondate sul diritto di famiglia?
Non è lecito compensare contributi alimentari dovuti a un coniuge con pretese nei confronti di tale coniuge derivanti dalla liquidazione del regime matrimoniale.
I CCA 16.9.2008 N. 11.2007.125

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2008 (III. Diritto di famiglia)

7c Art. 150, 7 CPC; 9 cpv. 1 vTOA; 11 cpv. 1 RtarRip

Ripetibili in esito a un’azione tendente alla modifica di una sentenza di divorzi
L’onorario di un avvocato chiamato a esercitare il patrocinio in una causa volta alla modifica di sentenze di divorzio in materia di contributi alimentari va definito secondo il valore litigioso (cambiamento di giurisprudenza).
I CCA 07.03.2008 N. 11.2005.25

13c Art. 493, 488 cpv. 2 lett. a) CPC

Esecuzione civile intesa all’esercizio di un diritto di visita
Potere cognitivo del giudice chiamato a statuire sull’opposizione a un precetto esecutivo civile inteso all’esercizio di un diritto di visita.
I CCA 14.11.2007 N. 11.2007.124

15c Art. 511 segg. CPC; 25, 29 cpv. 1, 32 cpv. 1 LDIP; 1, 4, 10 Conv. Aia prot. min.

Delibazione di sentenza italiana di divorzio: autorità competente, legge applicabile
Solo l’autorità cantonale di vigilanza – e non la Camera civile di appello – è abilitata a riconoscere la pronuncia del divorzio contenuta in una sentenza straniera ove si tratti di trascrivere lo scioglimento del matrimonio in registri svizzeri dello stato civile (consid. 2).
Il riconoscimento e l’esecutività di regolamentazioni che attengono ai rapporti tra genitori e figli, seppure contenute in una sentenza estera di divorzio, non sono retti dalla Convenzione dell’Aia sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, del 1° giugno 1970 (RS 0.211.212.3), bensì dalla Convenzione dall’Aia concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni, del 5 ottobre 1961 (consid. 4).
I CCA 27.12.2007 N. 10.2007.15 

20c Art. 125 CC

Obbligo di mantenimento dopo il divorzio
Il contributo alimentare che il marito divorziato deve alla prima moglie prevale su quello dovuto alla seconda?
I CCA 25.01.2008 N. 11.2006.20 

21c Art. 125 cpv. 3 n. 3, 205 cpv. 3 CC

Divorzio: pretese di risarcimento fra coniugi e contributo di mantenimento per la moglie
Pretese di risarcimento che un coniuge avanza nei confronti dell’altro coniuge sulla base dell’art. 41 CO per oneri di patrocinio sopportati in procedimenti civili, penali e amministrativi riconducibili al matrimonio possono essere fatte valere nell’ambito della causa di divorzio (consid. 3a e 3b).
È lecito chiedere nella causa di divorzio la rifusione di oneri di patrocinio non coperti dalle eventuali indennità per ripetibili ottenute in sede civile, penale o amministrativa? (consid. 3c).
Un coniuge che denuncia mendacemente l’altro all’autorità penale, accusandolo di avere perpetrato violenze fisiche sul figlio e che in funzione di ciò fa ridurre dal giudice civile la durata del diritto di visita, accettando solo a distanza di un anno il ripristino della regolamentazione precedente, commette «un grave reato contro l’obbligato», suscettibile di giustificare il rifiuto di un contributo alimentare (consid. 5).
I CCA 12.12.2007 N. 11.2006.18

22c Art. 137 cpv. 2 CC

Misure provvisionali durante la procedura di divorzio
Le misure devono essere «necessarie».
I CCA 29.01.2008 N. 11.2007.101

23c Art. 140 CC

Convenzione su effetti del divorzio stipulata prima del matrimonio
Una convenzione su conseguenze del divorzio – foss’anche sottoscritta prima di sposarsi – nella quale si prevede il trasferimento di una proprietà fondiaria da un coniuge all’altro dopo lo scioglimento del matrimonio non necessita dell’atto pubblico, ma dev’essere approvata dal giudice del divorzio.
I CCA 19.11.2007 N. 11.2006.99

24c Art. 165 CC

Contributo straordinario di un coniuge al mantenimento della famiglia: diritto al rimborso?
Un coniuge non acquisisce un diritto al rimborso di quanto ha prelevato dai suoi acquisti o – dandosi il caso – dai suoi beni propri per il solo fatto di avere partecipato con tali beni al mantenimento della famiglia, se non ove abbia contribuito «in misura notevolmente superiore a quanto era tenuto».
I CCA 22.02.2008 N. 11.2005.128

25c Art. 333 CC

Responsabilità del capo di famiglia
Natura di tale responsabilità e possibilità liberatorie.
I CCA 25.01.2008 N. 11.2006.62 

57c Art. 80 LEF; 289 cpv. 1 CC

Alimenti – modifica di sentenza di divorzio – maggior età dei figli
Rigetto definitivo dell’opposizione sulla base di una decisione di modifica di sentenza di divorzio. Dopo la maggior età dei figli, il detentore dell’autorità parentale ha ancora facoltà propria di richiedere alimenti in loro favore, ma limitatamente agli importi scaduti prima della maggiore età.
CEF 19.11.2007 N. 14.2007.26

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2008 (III. Diritto di famiglia)

21c Art. 91 CC

Scioglimento del fidanzamento: rivendicazione di regali

Sciolto il fidanzamento, per quanto riguarda i regali vige il divieto dell’indebito arricchimento. Chi rivendica un dono deve rifondere quindi a chi glielo restituisce le spese necessarie e utili da lui incontrate. Non è tenuto a risarcire invece l’eventuale maggior valore di cui ha beneficiato il regalo durante il fidanzamento.
I CCA 2.5.2007 N. 11.2003.27

22c Art. 137 cpv. 2 CC

Misure provvisionali in una causa di divorzio susseguente a una causa di separazione

Nell’ambito di un’azione di divorzio susseguente a un’azione di separazione il giudice può decretare in via provvisionale un assetto provvisionale diverso da quello stabilito nella sentenza di separazione, sempre che ciò appaia urgente e indispensabile per il fatto che le circostanze si sono modificate nel frattempo in modo durevole e rilevante. In caso di dubbio la disciplina adottata dal giudice della separazione va mantenuta, non essendo lecito scostarsi senza necessità da una sentenza – come quella di separazione – avente forza di giudicato.
I CCA 26.6.2007 N. 11.2005.164

23c Art. 140 CC

Interpretazione di una convenzione sugli effetti del divorzio

Trattandosi di interpretare una convenzione sugli effetti del divorzio in merito alla disciplina su contributi alimentari fra coniugi, materia lasciata alla libera disponibilità delle parti, tornano applicabili – in linea di principio – gli stessi criteri sviluppati nell’ambito dell’ermeneutica contrattuale.
I CCA 14.5.2007 N. 11.2003.144

24c Art. 165 cpv. 1 CC

Divorzio: indennità per contributo straordinario nell’attività del coniuge

I coniugi che stipulano una convenzione di separazione nella quale regolano senza riserve le conseguenze finanziarie e la liquidazione del regime dei beni si presumono avere rinunciato a vicendevoli pretese fondate sull’art. 165 cpv. 1 CC.
I CCA 21.9.2007 N. 11.2004.131

25c Art. 173, 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale: reddito determinante di un coniuge da attività dipendente

Caso in cui un coniuge chieda contributi alimentari per un lasso di tempo precedente l’emanazione del giudizio e la situazione finanziaria dell’uno o dell’altro si sia modificata nel frattempo in maniera rilevante.
I CCA 5.10.2007 N. 11.2006.40

26c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale: contributi di mantenimento

Il fabbisogno minimo di un genitore che vive con figli minorenni separatamente dall’altro genitore si determina per principio, nel Cantone Ticino, dipartendosi dal minimo vitale per un «debitore monoparentale con obblighi di mantenimento» previsto dalla tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo pubblicata dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza.
I CCA 6.6.2007 N. 11.2004.130

27c Art. 179 CC

Modifica di misure a protezione dell’unione coniugale

Requisiti di rilevanza e durevolezza per ottenere la modifica di un contributo alimentare.
I CCA 9.7.2007 N. 11.2006.15

28c Art. 276 seg. CC

Contributo di mantenimento per un figlio maggiorenne in formazione

Il figlio diventato maggiorenne che intende ottenere un aumento del contributo di mantenimento previsto nella sentenza di divorzio dei genitori deve intentare un’azione di mantenimento autonoma secondo il diritto di filiazione e non postulare la modifica della sentenza di divorzio (consid. 4).
La responsabilità personale del figlio maggiorenne per il proprio mantenimento prevale sull’obbligo di mantenimento dei genitori e sussiste indipendentemente dalla situazione finanziaria di questi ultimi. Il figlio maggiorenne deve quindi provvedere alla sua formazione scolastica e professionale facendo capo anzitutto ai suoi elementi di reddito e di sostanza (consid. 10a e 10b).
I CCA 24.9.2007 N. 11.2004.148

73c Art. 13 cpv. 2 Conv. Aia rap. min.

Motivi per rifiutare il ritorno al domicilio abituale: opinione del figlio

L’opinione del figlio va tanto più considerata quanto più il ragazzo riesce a capire gli interessi dei genitori, oltre alla propria situazione, e quanto più sia in grado di gestire un eventuale conflitto di lealtà, formandosi un parere personale a dispetto delle influenze esterne. In materia di rapimento non occorre sentire, di regola, figli che abbiano meno di 11 o 12 anni d’età.
I CCA 12.06.2007 N. 11.2007.51 (ricorso in materia civile del 18 luglio 2007 dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5A_401/2007 del 29 agosto 2007)

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2007 (III. Diritto di famiglia)

14c Art. 146 cpv. 1 CC

Legittimazione ad appellare del curatore processuale

Il curatore processuale del figlio non è legittimato ad appellare i dispositivi in relazione al mantenimento del minorenne contenuti in una sentenza di misure a protezione dell’unione coniugale.
I CCA 25.4.2007 N. 11.2007.44

15c Art. 159 cpv. 3, 137 cpv. 2, 163 cpv. 1 CC

Provvigione ad litem: dovere coniugale di mutua assistenza o di mantenimento?

L’art. 159 cpv. 3 CC presuppone che il coniuge richiedente necessiti di «assistenza». Finché può stare in causa con mezzi propri, egli non ha diritto di chiedere una provvigione ad litem, nemmeno ove l’altro coniuge sia in grado di fornirla o si trovi in condizioni economiche migliori delle sue (conferma della giurisprudenza).
Il coniuge richiedente può fondare la sua pretesa sull’art. 163 cpv. 1 CC, facendola valere alla stregua di una posta necessaria per il «debito mantenimento», come avviene nelle procedure a tutela dell’unione coniugale? Questione lasciata irrisolta.
I CCA 30.1.2007 N. 11.2006.108

16c Art. 169 cpv. 2 CC

Abitazione familiare – mancato consenso del coniuge a un aggravio ipotecario

Il coniuge che si vede rifiutare a torto il consenso per gravare di un’ipoteca l’abitazione familiare in comproprietà con l’altro coniuge può rivolgersi al giudice e farsi autorizzare a procedere da sé solo, anche durante una causa di divorzio.
I CCA 7.2.2007 N. 11.2006.109

17c Art. 170 CC; 95, 213a CPC; 292 CP

Edizione di documenti fra coniugi – comminatoria penale– ricevibilità del ricorso al Tribunale federale

Il rischio di incorrere in una condanna penale per disobbedienza giusta l’art. 292 CP, qualora non venisse dato seguito in tempo utile all’ordine impartito nella decisione impugnata, costituisce un pregiudizio di natura giuridica; il ricorso contro l’ordinanza del Pretore è pertanto ricevibile.
Dall’art. 170 CC sgorga direttamente la facoltà del giudice adito con una domanda di esecuzione del diritto di informazione di non solo far capo alle misure coercitive previste dal diritto di procedura cantonale, ma pure alla comminatoria penale di cui all’art. 292 CP.
TF 2.3.2007 N. 5P.378/2006

18c Art. 176 cpv. 1, 285 cpv. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – contributo alimentare per figli maggiorenni

Nel fissare i contributi di mantenimento in favore del coniuge e dei figli minorenni il giudice delle misure a protezione dell’unione coniugale tiene conto, nel bilancio familiare, anche di eventuali contributi per figli maggiorenni, sempre che su tali contributi non vi sia disaccordo. Se al proposito le posizioni delle parti divergono, incombe al maggiorenne adire il giudice del mantenimento valendosi dell’art. 277 cpv. 2 CC (conferma della giurisprudenza).
I CCA 10.4.2007 N. 11.2005.165

19c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – obbligo di versare contributi di mantenimento che erodono la sostanza del debitore alimentare

In che misura il mantenimento della famiglia dev’essere garantito, in difetto di redditi sufficienti, anche da prelievi sulla sostanza dell’obbligato alimentare? Questione lasciata irrisolta nella fattispecie per le particolarità del caso concreto.
I CCA 16.3.2007 N. 11.2006.29

20c Art. 176 cpv. 3, 279 cpv. 2 CC

Protezione dell’unione coniugale – attribuzione dell’autorità parentale a un solo genitore?
L’attribuzione dell’autorità parentale a uno solo dei genitori nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale va decisa con grande prudenza e adottata solo ove l’attribuzione della custodia parentale a uno solo dei genitori appaia insufficiente a tutelare il bene del figlio.
I CCA 22.1.2007 N. 11.2003.88 

21c Art. 275, 134 cpv. 3 e 4, 179 cpv. 1 CC

Modifica del contributo alimentare per un figlio minorenne e modifica delle relazioni personali del figlio con il genitore non affidatario – competenza del giudice o dell’autorità tutoria?

Competenza nel caso in cui sia litigiosa la modifica del contributo alimentare (consid. 4). Competenza nel caso in cui sia litigiosa la modifica delle relazioni personali (consid. 4). Competenza nel caso in cui siano litigiose entrambe le questioni (consid. 5).
I CCA 2.1.2007 N. 11.2006.42

22c Art. 275 cpv. 1, 285 CC

Azione di mantenimento: reddito determinante del genitore convenuto – regolamentazione del diritto di visita: competenza

Nell’accertare il reddito del genitore il giudice deduce dai proventi immobiliari di lui – per principio – gli oneri ipotecari, le spese di manutenzione e quelle di amministrazione, come pure gli ammortamenti. Ove eccedano il reddito immobiliare, però, tali uscite possono essere prese in considerazione solo nella misura in cui non intacchino la copertura del fabbisogno suo e di quello del figlio (consid. 5b).
Trattandosi di un figlio di genitori non sposati, la facoltà di regolare o modificare il diritto di visita compete solo all’autorità tutoria. Il giudice adito con un’azione di mantenimento può unicamente, ravvisando la necessità di disciplinare le relazioni tra genitore e figlio, invitare l’autorità tutoria a intervenire (consid. 10).
I CCA 28.12.2006 N. 11.2003.110 (ricorso per riforma dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.37/2007 del 9 luglio 2007)

23c Art. 307 segg. CC; 44 LPamm; 26 cpv. 3 LTeC

Protezione del figlio – impugnabilità di decisioni prese da una Commissione tutoria regionale

La decisione con cui una Commissione tutoria regionale ordina l’assunzione di prove ha carattere incidentale. È impugnabile davanti all’Autorità di vigilanza, pertanto, solo ove possa causare al ricorrente un danno «non altrimenti riparabile» (conferma della giurisprudenza; consid. 3 a 5).
La decisione con cui una Commissione tutoria regionale ordina misure d’urgenza ha carattere provvisionale. È impugnabile davanti all’Autorità di vigilanza, pertanto, solo ove possa causare al ricorrente un danno «non altrimenti riparabile» e sia stata emanata «previo contraddittorio» (conferma della giurisprudenza). Il «contraddittorio» comprende, di regola, l’audizione del figlio che ha compiuto i sei anni di età e la possibilità per entrambi i genitori di esprimersi, almeno per scritto (consid. 6).
La decisione provvisionale emanata da una Commissione tutoria regionale previo contraddittorio incompleto (non essendo stato ascoltato il figlio o non essendosi potuto esprimere un genitore) non è nulla, ma rimane una decisione presa senza contraddittorio. Un ricorso diretto contro di essa all’Autorità di vigilanza va dunque dichiarato irricevibile e gli atti ritornati alla Commissione tutoria regionale perché integri il contraddittorio e statuisca di nuovo (conferma della giurisprudenza; consid. 7).
I CCA 31.1.2007 N. 11.2006.153

24c Art. 325 cpv. 3 CC

Curatela amministrativa a protezione di beni del figlio

La misura si giustifica ove provvedimenti meno incisivi, come le istruzioni ai genitori (art. 324 cpv. 2 CC) o l’obbligo di consegnare rendiconti e rapporti (art. 318 cpv. 3 CC), appaiano insufficienti (consid. 2 e 7).
Solo il giudice civile può condannare un genitore a versare somme di denaro per il mantenimento dei figli. Qualora eroghi anticipi a tal fine, l’ente pubblico è surrogato nei diritti del minorenne (art. 289 cpv. 2 CC), ma per ottenere il rimborso dai genitori deve rivolgersi anch’esso al giudice civile. L’autorità amministrativa non può far capo a strumenti che tutelano gli averi del figlio – come la curatela amministrativa – per agevolare fornitori di prestazioni in favore del minorenne, consentendo loro di eludere la giurisdizione civile nel ricuperare il credito presso i genitori (consid. 3 e 4).
I CCA 23.2.2007 N. 11.2007.22

62c Art. 83 cpv. 1 LDIP

Azione di mantenimento – contributo alimentare per un figlio residente in Brasile

Il fabbisogno in denaro di un figlio residente in Brasile può essere equamente stimato facendo capo agli indici sul livello dei prezzi (comprensivi della locazione) periodicamente diramati dalla UBS («Preise und Löhne/Prix et salaires»), senza trascurare che tali coefficienti sono rapportati al costo della vita nell’area urbana di Zurigo. Al fabbisogno in denaro su scala nazionale si riferiscono invece le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo, applicabili nel caso di minorenni residenti in Svizzera.
I CCA 16.4.2007 N. 11.2004.66

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2007 (III. Diritto di famiglia)

 17c Art. 132, 177, 291 CCDiffida ai debitori: competenza del giudice svizzeroIn linea di principio il giudice svizzero è competente per emanare una trattenuta di stipendio chiesta da un coniuge domiciliato all’estero nei confronti dell’altro coniuge (o ex coniuge) domiciliato all’estero se il datore di lavoro di quest’ultimo è domiciliato o ha sede in Svizzera.
I CCA 14.9.2006 N. 11.2006.37
18c Art. 137 cpv. 2, 123 CC

Riparto della prestazione di libero passaggio – iniquità manifesta in caso di concubinato? – soppressione del contributo alimentare provvisionale in caso di concubinato?

Il fatto che un coniuge viva in concubinato con un terzo al momento della sentenza del divorzio non incide, per principio, sul riparto della prestazione di libero passaggio.
La pretesa di mantenimento provvisionale durante una causa di divorzio cessa al momento in cui il coniuge richiedente tragga dalla relazione con un terzo vantaggi economici analoghi a quelli conseguibili da un matrimonio. Una convivenza qualsiasi non basta. Il concubinato deve risultare una comunione di vita tanto stretta da far apparire il nuovo compagno disposto ad assicurare fedeltà e assistenza, alla stessa stregua di quanto l’art. 159 cpv. 3 CC prescrive trattandosi di un coniuge (conferma della giurisprudenza: consid. 4).
I CCA 3.10.2006 N. 11.2005.98

19c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – metodo per il calcolo dei contributi alimentari – nozione di reddito di un coniuge – condizioni alle quali si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa – condizioni alle quali i premi per un’assicurazione sulla vita vanno inseriti nel fabbisogno minimo del coniuge debitore – condizioni alle quali la sentenza di appello configura una reformatio in peius per rapporto alla sentenza del Pretore

Il metodo di calcolo che consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l’eccedenza a metà, si applica sempre, tranne ove sia reso verosimile che durante la vita in comune i coniugi non destinavano tutti i loro redditi al mantenimento della famiglia, ma ne riservavano alcuni a scopi diversi (come per esempio al risparmio). Inoltre il limite superiore del diritto al mantenimento è costituito – di regola – dal tenore di vita che i coniugi avevano alla cessazione della comunione domestica. Fa stato, eccezionalmente, un livello di vita più alto solo ove sia reso verosimile che i coniugi vivevano in modo particolarmente parsimonioso, al di sotto dei loro mezzi (conferma della giurisprudenza: consid. 4).
Nel reddito di un coniuge rientra non solo lo stipendio, ma anche la tredicesima, le gratifiche, le provvigioni, i bonus, le partecipazioni agli utili, le mance e le indennità per straordinari o per altri incarichi, sempre che siano percepiti abitualmente (conferma della giurisprudenza: consid. 5).
Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa a condizione che non sia possibile attingere all’eccedenza mensile o – almeno provvisoriamente – a sostanza accumulata durante la vita in comune, che i mezzi a disposizione (compresi quelli della sostanza) non bastino a finanziare due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle circostanze e che la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa da parte del coniuge interessato sia compatibile con la situazione personale di lui (età, stato di salute, formazione professionale e così via), come pure con la situazione del mercato del lavoro. Le tre condizioni sono cumulative (riepilogo della giurisprudenza: consid. 6b).
I premi di assicurazioni destinate a coprire rischi riguardanti l’unione coniugale o la comunione domestica (sia pur sospesa), compresi quelli di assicurazioni sulla vita, vanno inseriti nel fabbisogno minimo del coniuge debitore se i mezzi finanziari a disposizione bastano a garantirne il pagamento (consid. 7b).
Una reformatio in peius suscettibile di avvertimento previo da parte della Camera civile di appello si verifica, per quanto riguarda i contributi alimentari nelle protezioni delle unioni coniugali, solo ove il totale dei contributi litigiosi – e non solo un singolo contributo – si riveli più alto di quello stabilito in prima sede (consid. 9 in fine).
I CCA 19.5.2006 N. 11.2003.102

20c Art. 176 cpv. 1 n. 3 CC

Contributi di mantenimento nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale – deroga al metodo di calcolo consistente nel suddividere a metà l’eccedenza mensile

Il metodo della ripartizione dell’eccedenza non deve condurre a una ridistribuzione del patrimonio coniugale o a una liquidazione anticipata del regime dei beni. Esso non si applica ove sia reso verosimile che durante la vita in comune i coniugi non destinavano tutti i loro redditi al mantenimento della famiglia, ma ne riservavano alcuni a scopi diversi, come per esempio al risparmio.
I CCA 19.6.2006 N. 11.2004.122

21c Art. 179 cpv. 1 CC

Modifica di misure a tutela dell’unione coniugale da parte del giudice del divorzio?

Il giudice delle misure a tutela dell’unione coniugale rimane competente a statuire sull’assetto della vita separata fino alla litispendenza dell’azione di divorzio, anche se la sua decisione interviene in seguito. Una volta pendente la causa di stato le misure intese a organizzare la vita separata competono solo al giudice del divorzio, unico abilitato a emanare misure provvisionali (art. 137 cpv. 2 CC). Questi può stabilire contributi di mantenimento anche per l’anno che precede la litispendenza (art. 137 cpv. 2 ultima frase CC), ma solo ove la causa di divorzio non sia stata preceduta da una procedura a tutela dell’unione coniugale. In tal caso per far modificare i provvedimenti adottati dal giudice delle misure a tutela dell’unione coniugale occorre rivolgersi a quest’ultimo.
I CCA 4.9.2006 N. 11.2005.103

22c Art. 260a cpv. 1 n. 1 CC; 13 cpv. 1 lett. l) LOC; 13 cpv. 1 n. 3 LAC

Riconoscimento di paternità: contestazione da parte del Comune di origine o di domicilio

Diritto dell’ente pubblico di contestare un riconoscimento di paternità nel Cantone Ticino.
Presupposto dell’autorizzazione a stare in lite del Municipio ed eccezioni.
Possibilità di sanatoria in caso di mancanza del presupposto.
Il Municipio del Comune di origine o di domicilio che contesta un riconoscimento di paternità non abbisogna dell’autorizzazione dell’assemblea o del consiglio comunale per stare in lite.
I CCA 14.9.2006 N. 11.2003.89

23c Art. 273 cpv. 1 CC

Relazioni personali tra genitori e figli – limitazioni per la condotta di un genitore?

Il coinvolgimento del figlio nel conflitto tra i genitori può condurre a una limitazione del diritto di visita.
I CCA 27.10.2006 N. 11.2005.101

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2006 (III. Diritto di famiglia)

36c Art. 125 CC

Obbligo di mantenimento dopo il divorzio

Criteri per la commisurazione del contributo alimentare dovuto a un coniuge dopo il divorzio, secondo la durata del matrimonio (consid. 6).
I CCA 10.4.2006 N. 11.2005.37

37c Art. 140, 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale: omologazione di convenzione sugli effetti della vita separata

Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale il giudice non è tenuto a imporre un termine di riflessione prima di omologare una convenzione tra coniugi.
Potere cognitivo del giudice chiamato a esaminare una convenzione siffatta.
I CCA 19.12.2005 N. 11.2005.47

38c Art. 166 CC; 80 LEF

Decisione di una cassa malati quale titolo esecutivo – responsabilità solidale dei coniugi per i premi dell’assicurazione obbligatoria

La stipulazione di un contratto d’assicurazione malattia obbligatoria rientra nella categoria dei bisogni correnti della famiglia, di modo che i coniugi rispondono solidalmente per il pagamento dei premi assicurativi indipendentemente dal tipo di regime matrimoniale scelto, ritenuto che tale vincolo di solidarietà sussiste tra i coniugi sin tanto che gli stessi hanno una vita comune.
CCC 20.3.2006 N. 16.2006.28

39c Art. 170 CC

Edizione di documenti da terzi

La banca può solo difendere i suoi propri interessi giuridicamente protetti, eventualmente rappresentare gli interessi di clienti a lei sola noti, ma non tutelare gli interessi della parte in causa, sostituendosi alla diligenza di quest’ultima.
I CCA 28.11.2005 N. 11.2005.144 (ricorso per riforma dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.16/2006 del 27 febbraio 2006, ricorso di diritto pubblico dichiarato inammissibile con sentenza 5P.20/2006 del 15 maggio 2006)

40c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Reddito di un coniuge che durante il matrimonio intraprende un corso di formazione

In costanza di matrimonio un coniuge non può ridurre unilateralmente i suoi redditi senza valida giustificazione. Nel caso in cui la famiglia si trovi in difficoltà finanziarie e il marito non sia in grado di rimediare a tale situazione in termini ragionevoli, nulla osta però a che la moglie intraprenda un corso di formazione professionale, anche se il guadagno di lei subisce una temporanea flessione, sempre che il corso sia di durata ragionevole e consenta poi alla moglie di migliorare verosimilmente le proprie entrate.
I CCA 21.12.2005 N. 11.2003.125

41c Art. 179 cpv. 1 CC; 86 CPC

Modifica di misure a protezione dell’unione coniugale

La modifica può decorrere, al più presto, dal giorno in cui è stata introdotta l’istanza; solo gravi e impellenti motivi di equità possono giustificare, a titolo eccezionale, una decorrenza retroattiva.
La procedura intesa alla definizione del contributo alimentare per un coniuge è governata dal principio dispositivo, anche nel quadro di misure a protezione dell’unione coniugale; a tal fine il giudice è vincolato dunque, per principio, alle richieste delle parti.
I CCA 2.5.2006 N. 11.2003.75

42c Art. 285 cpv. 1 CC

Contributo di mantenimento per figli comuni nel caso in cui un genitore si sposi

Dopo il matrimonio non fa più stato il reddito del debitore e il minimo esistenziale del diritto esecutivo per debitore solo, ma il reddito di coppia e il minimo esistenziale del diritto esecutivo per coppie, i coniugi avendo tra loro reciproci diritti e doveri.
I CCA 22.12.2005 N. 11.2004.58

43c Art. 285 cpv. 1 CC

Contributo di mantenimento – fabbisogno del figlio minorenne in presenza di un fratello o di una sorella maggiorenne

Il fabbisogno in denaro di un figlio minorenne che vive nella medesima economia domestica insieme con un fratello maggiorenne va determinato secondo le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo come quello di un fratello e non come quello di un figlio unico.
I CCA 27.2.2006 N. 11.2004.154

44c Art. 291 CC

Diffida ai debitori

Foro competente per ottenere una diffida ai debitori riguardante il contributo di mantenimento in favore del figlio.
I CCA 19.05.2006 N. 11.2006.45

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2006 (III. Diritto di famiglia)

29c Art. 30 cpv. 1 CC

Cambiamento del nome a figli affidati a una madre divorziata

Non si giustifica un cambiamento di nome dettato da ragioni puramente soggettive, come i sentimenti negativi evocati da tale nome nel figlio o nel suo attuale ambiente familiare.
I CCA 6.4.2005 N. 11.2004.88 (un ricorso di diritto pubblico è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5P.144/2005 dell’8 novembre 2005)

30c Art. 121 cpv. 3 CC

Diritto di abitazione nell’alloggio coniugale

Commisurazione dell’indennità: il giudice prende in considerazione, oltre al valore venale del diritto di abitazione, l’insieme delle circostanze, segnatamente il dovere di solidarietà fra i coniugi, l’interesse dei figli, la capacità finanziaria dell’avente diritto e quella del proprietario dell’immobile, il tenore di vita avuto dai coniugi e la necessità effettiva dell’alloggio.
I CCA 20.6.2005 N. 11.2004.20

31c Art. 129, v153 CC

Modifica di sentenza di divorzio: ammissibilità di nuovi documenti e condizioni cui soggiace la modifica

Documenti nuovi sono ammissibili, come in un’ordinaria causa di divorzio (consid. 2).
La modifica presuppone un raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano le parti al momento del divorzio (rispettivamente al momento in cui il contributo è stato modificato l’ultima volta) e la nuova situazione (consid. 4). La nuova situazione è quella al momento in cui l’attore ha promosso causa; successivi mutamenti possono essere presi in considerazione, se mai, nella misura in cui connotano un ulteriore cambiamento ragguardevole, duraturo e non prevedibile (consid. 10a).
I CCA 29.6.2005 N. 11.2003.22

32c Art. 134 cpv. 2, 286 cpv. 2 CC

Modifica di sentenza di divorzio: contributo di mantenimento per i figli nati dal primo matrimonio nel caso in cui il debitore formi una nuova famiglia

Nel fabbisogno del debitore alimentare che si è sposato o risposato va inserito il minimo esistenziale che il diritto esecutivo prevede per le coppie (fr. 1550.– mensili) e non il minimo esistenziale per un debitore solo (fr. 1100.– mensili), il quale si applica solo al debitore che vive in comunione domestica con un figlio maggiorenne o in concubinato.
I CCA 8.9.2005 N. 11.2005.12 e 11.2005.90

33c Art. 137 cpv. 2, 111 seg. CC

Divorzio su richiesta comune: revoca del consenso – provvigione ad litem: autorità competente

In linea di principio la revoca del consenso al divorzio non costituisce abuso (consid. 3).
Competente a concedere una provvigione di causa è il Pretore, anche per la procedura di appello (consid. 6).
I CCA 20.6.2005 N. 11.2005.62 (un ricorso per riforma è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.207/2005, un ricorso di diritto pubblico è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5P.303/2005, un ricorso per nullità è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.206/2005, tutte del 9 settembre 2005)

34c Art. 137 cpv. 2, 125 CC

Divorzio: contributi alimentari in pendenza di causa

Fino al passaggio in giudicato della sentenza sugli effetti del divorzio i contributi di mantenimento per moglie e figli continuano a essere disciplinati dall’assetto provvisionale.
I CCA 29.6.2005 N. 11.2004.100

35c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Misure a protezione dell’unione coniugale – debitore alimentare: azionista unico

Il reddito del debitore alimentare ove sussista unità economica fra lui e la società di cui egli è azionista unico o maggioritario va calcolato equiparando quest’ultimo a un lavoratore indipendente.
I CCA 4.7.2005 N. 11.2004.19

36c Art. 206 cpv. 1, 315a, 318, 324 cpv. 3 CC

Scioglimento del regime dei beni: partecipazione al minor valore in caso di deprezzamento? Misure a protezione della sostanza dei figli chieste dal coniuge affidatario

Nello scioglimento del regime ordinario dei beni in seguito a divorzio il coniuge che ha investito beni in proprietà dell’altro ha diritto, dandosi un deprezzamento, alla restituzione dell’importo investito, senza interessi. In tali casi l’applicazione delle norme sulla società semplice è esclusa, né i coniugi possono pattuire per convenzione una diversa chiave di partecipazione al deprezzamento (consid. 4a e 4b).
La madre alla quale è stato conferito l’esercizio dell’autorità parentale nell’ambito della causa di divorzio è legittimata a chiedere al giudice, come misure di protezione della sostanza dei figli, la restituzione di averi che il padre ha sottratto dai libretti di risparmio di questi ultimi (consid. 24).
I CCA 8.6.2005 N. 11.2002.94

37c Art. 285 CC

Riduzione del contributo alimentare per il figlio nel caso in cui il diritto di visita sia più esteso dell’usuale?

Perché un diritto di visita più ampio dell’usuale comporti una riduzione del contributo alimentare è necessario che il genitore affidatario consegua risparmi sensibili, l’onere di mantenimento in denaro trasferendosi solo limitatamente da un genitore all’altro. Obbligo del genitore non affidatario di indicare i maggiori costi da lui sostenuti.
I CCA 3.10.2005 N. 11.2005.83

38c Art. 285 cpv. 1 CC

Fabbisogno in denaro del figlio minorenne

Dal 2000 in poi le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo sono già commisurate al costo delle economie domestiche su scala nazionale. Non si giustificano più, quindi, tagli lineari per il minor costo della vita nel Ticino.
I CCA 19.6.2005 N. 11.2005.75

39c Art. 290 CC; 14 cpv. 2 Lag

Gratuito patrocinio nell’ambito di una trattenuta di stipendio

Non occorre gratuito patrocinio per postulare una trattenuta di stipendio a tutela di contributi in favore di figli minorenni poiché in simili evenienze il creditore può ottenere un aiuto appropriato e gratuito, per legge, da parte della Commissione tutoria regionale.
I CCA 31.8.2005 N. 11.2005.104

40c Art. 291 CC

Trattenuta di stipendio: garanzia del minimo esistenziale

In linea di principio l’ammontare di una trattenuta di stipendio deve corrispondere al contributo alimentare fissato dal giudice. Eccezione al principio qualora nel frattempo la situazione dell’obbligato sia mutata al punto che la «diffida ai debitori» risulti intaccare il fabbisogno minimo di lui.
I CCA 12.9.2005 N. 11.2005.72

41c Art. 298a, 133 CC

Autorità parentale in comune – convenzione

Esigenza di una convenzione suscettibile di approvazione circa la partecipazione dei genitori alle cure del figlio e il riparto delle spese di mantenimento in caso di autorità parentale in comune.
I CCA 7.11.2005 N. 11.2005.141

 

Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2005 (III. Diritto di famiglia)

29c Art. 26 cpv. 3 LTeC; 21, 44 LPamm

Appellabilità di decisioni pregiudiziali e incidentali prese da autorità amministrative, in particolare di decisioni provvisionali emanate dall’autorità di vigilanza sulle tutele

Decisioni pregiudiziali e incidentali prese da autorità amministrative possono essere impugnate solo ove comportino un danno «non altrimenti riparabile». Trattandosi di una decisione provvisionale, inoltre, essa dev’essere stata adottata «previo contraddittorio» (consid. 1 a 8).
I CCA 12.5.2005 N. 11.2005.48

30c Art. Art. 35 seg. CC

Dichiarazione di scomparsa in caso di persona «da lungo tempo assente»

La decorrenza di cinque anni dall’ultima notizia non basta, da sé sola, per dichiarare scomparsa una persona «da lungo tempo assente senza che se ne abbiano notizie». A tal fine occorre altresì che nelle circostanze del caso specifico la persona risulti «assai verosimilmente morta» (consid. 2).
I CCA 12.1.2005 N. 11.2005.1

31c Art. 114, 125 CC

Divorzio: termine di separazione e pretese alimentari di figli che hanno un genitore comune

Il termine biennale di separazione dell’art. 114 CC si applica a tutti i processi di divorzio giudicati da autorità cantonali dopo il 1° giugno 2004 (consid. 3).
I figli che hanno un genitore in comune vantano nei confronti del medesimo un identico diritto alla copertura del fabbisogno in denaro, ragione per cui la disponibilità del genitore va suddivisa tra loro in base alla stessa chiave di riparto (consid. 11).
I CCA 14.2.2005 N. 11.1999.99

32c Art. Art. 125, 164 CC

Contributo di mantenimento: somma a libera disposizione

L’ammontare di un contributo alimentare dopo il divorzio va commisurato esclusivamente ai criteri posti dall’art. 125 CC e non calcolato secondo il riparto dell’eccedenza mensile una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno dei coniugi stessi (consid. 3).
Una pretesa ancorata all’art. 164 CC può essere fatta valere anche nell’ambito della liquidazione del regime dei beni, ma solo per l’anno precedente l’istanza e per il futuro, fino alla pronuncia del divorzio (consid. 6).
I CCA 19.5.2005 N. 11.2005.60

33c Art. Art. 132 CC

Avviso ai debitori

Nell’ambito di una richiesta di trattenuta il debitore può invocare il diritto di conservare il proprio fabbisogno minimo? Questione lasciata irrisolta (consid. 5).
I CCA 8.11.2004 N. 11.2004.113 (Ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale dichiarato inammissibile con sentenza 5P.460/2004 del 28 aprile 2005)

34c Art. Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Organizzazione della vita separata: contributo al coniuge non attivo professionalmente

Nell’ambito di misure a protezione dell’unione coniugale si può pretendere che un coniuge riprenda o estenda un’attività lucrativa a tre condizioni cumulative: quando non sia possibile attingere all’eccedenza o – almeno provvisoriamente – a sostanza accumulata durante la vita in comune, quando i mezzi a disposizione (compresi quelli della sostanza) non bastino a finanziare due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle circostanze e quando la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa sia compatibile con la situazione personale del coniuge interessato (età, stato di salute, formazione professionale e così via), oltre che con la situazione del mercato del lavoro (consid. 4).
I CCA 27.5.2005 N. 11.2003.60

35c Art. 273 seg. CC

Restrizioni del diritto di visita

Dandosi pericolo di sottrazione del figlio da parte del genitore non affidatario, il diritto di visita può essere sottoposto al divieto di lasciare la Svizzera o all’obbligo di depositare i documenti d’identità (consid. 3).
I CCA 15.2.2005 N. 11.2004.138

36c Art. 274a cpv. 1 CC

Diritto di visita del padre biologico al figlio avuto da una donna sposata?

Il padre biologico di un bambino avuto dalla moglie di un terzo non può contestare la paternità del marito, ma può postulare un diritto di visita, sempre che le relazioni personali siano nell’interesse e rispondano al bene del figlio (consid. 8).
I CCA 10.3.2005 N. 11.2005.34

37c Art. 291 CC

Diffida ai debitori: trattenuta di stipendio

La richiesta di trattenuta può emanare dal figlio o, nel caso dell’art. 289 cpv. 2 CC, dall’ente pubblico. Il genitore che detiene l’autorità parentale può agire in proprio nome, come sostituto processuale del figlio (consid. 1).
La trattenuta può essere revocata dal giudice – in analogia a quanto dispone l’art. 286 cpv. 2 CC – «se le circostanze siano notevolmente mutate», rispettivamente ove vengano meno i presupposti che l’avevano giustificata (consid. 7).
I CCA 28.4.2005 N. 11.2005.45

38c Art. 419, 421 CC

Autorizzazione al curatore di cedere un credito del curatelato

Una cessione di credito che trascende l’ordinaria amministrazione della sostanza va approvata dal curatelato, se è in grado di valutare adeguatamente il contenuto e la portata dell’atto. Se egli non è in grado, l’autorizzazione va chiesta all’autorità tutoria (consid. 9).
I CCA 21.2.2005 N. 11.2003.20