Custodia alternata: il bene
del figlio al centro
Nel diritto svizzero, quando si disciplinano i rapporti tra genitori e figli, il bene del figlio prevale sempre; interessi e desideri dei genitori passano in secondo piano.
Con due decisioni del 29 settembre 2016 (DTF 142 III 612 e DTF 142 III 617), il Tribunale federale ha chiarito quali criteri guidano la valutazione della custodia alternata.
Come decide il giudice
Il giudice formula una previsione — fondata su fatti accertati del presente e del passato — per capire se la custodia alternata sia presumibilmente conforme al bene del minore.
Requisiti imprescindibili
- Capacità educativa di entrambi i genitori: la custodia alternata entra in considerazione solo se entrambi dispongono delle competenze necessarie.
- Organizzazione e scambio d’informazioni: il modello richiede coordinamento pratico e comunicazione costante.
- Collaborazione genitoriale: il solo rifiuto di un genitore non basta a escludere la custodia alternata. Si rinuncia a questo modello solo se il conflitto tra i
genitori rende la collaborazione impossibile anche in altri ambiti, esponendo il figlio a tensioni manifestamente contrarie ai suoi interessi.
Altri fattori decisivi
(caso per caso)
- Distanza tra i domicili e logistica quotidiana.
- Stabilità e continuità del modello già praticato prima della separazione (la custodia alternata è più indicata se già sperimentata).
- Disponibilità personale dei genitori a occuparsi del figlio.
- Età del figlio, relazioni fraterne e radicamento sociale (scuola, amici, attività).
- Volontà del figlio: va considerata anche quando non è ancora pienamente capace di discernimento. Il giudice può decidere d’ufficio se e in quale misura servirsi di esperti per interpretarla (art. 296 cpv. 1 CPC; art. 314 cpv. 1 in combinato disposto con art. 446 CC).
Il peso dei criteri cambia con le circostanze
- Neonati e bimbi piccoli: contano soprattutto stabilità e cura personale.
- Adolescenti: è centrale l’appartenenza a un contesto sociale.
- Età scolare o distanze rilevanti: la capacità di collaborare dei genitori diventa particolarmente importante (DTF 142 III 617, consid. 3.2.3; DTF 142 III 612, consid. 4.2).
In sintesi:
La custodia alternata non è automatica; richiede che entrambi i genitori abbiano adeguate capacità educative e che il modello sia praticabile senza
esporre il minore a conflitti dannosi.
Tutto il resto si valuta concretamente, mettendo sempre al centro i bisogni del figlio.
Queste informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale. Per un parere sul vostro caso, potete contattare lo Studio.