Diffida ai debitori e salvaguardia del minimo esistenziale

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Per quel che attiene al minimo esistenziale del diritto esecutivo, dandosi un debitore che vive in concubinato esso corrisponde di regola alla metà di quello previsto per coniugi (DTF 130 III 765). AO 1 obietta che l’importo andrebbe suddiviso in proporzione ai redditi dei conviventi, ma ciò vale in caso di debitore coniugato (FU 68/2009 pag. 6294 cifra IV n. 1 con rinvio a DTF 114 III 12) o, al limite, di debitore che vive in un concubinato stabile dal quale siano nati figli (DTF 130 III 767 in alto; cfr. FU 68/2009 pag. 6292 cifra I n. 3 “coppia con figli”). Se non vi sono figli comuni, vale la metà dell’importo previsto per coniugi, giacché i conviventi non hanno obblighi di mantenimento reciproci (DTF 130 III  768  consid. 2.4), a meno che – ma l’ipotesi è estranea alla fattispecie – il convivente non sia in grado di finanziare la propria metà, di modo che si giustifichi di aumentare la quota del debitore fino al minimo esistenziale per persona sola (RtiD
I-2008 pag. 1083 n. 62c). Contrariamente all’opinione del Pretore, di conseguenza, nel fabbisogno minimo dell’interessata secondo il diritto esecutivo va inserito l’importo di fr. 850.– mensili, pari alla metà di quello per coniugi (FU 68/2009 pag. 6292 cifra I n. 3).

Il canone di locazione e le spese accessorie rientrano senz’ altro nel fabbisogno minimo del diritto esecutivo, anche se il debitore vive con terzi (FU 68/2009 pag. 6292 cifra II n. 1 e 2). Nel fabbisogno minimo di un convivente secondo il diritto esecutivo, la locazione dell’alloggio comune va riconosciuta per principio a metà, senza riguardo a chi sia intestato il contratto di locazione o a eventuali convenzioni interne fra conviventi sul riparto delle spese comuni (RtiD I-2008 pag. 1083 n. 63c). Un’eccezione ricorre solo qualora  il convivente non sia in grado di finanziare la propria metà.

Il premio della cassa malati obbligatori va riconosciuto nel fabbisogno minimo del diritto esecutivo (FU 68/2009 pag. 6293 cifra II n. 3). Eventuali coperture complementari, facoltative, non possono essere considerate (DTF 134 III 323).

La rate mensili pagate da un debitore per il leasing dell’auto­mobile vanno comprese nel fabbisogno minimo secondo il diritto esecutivo se l’uso del veicolo è necessario per l’esercizio di una professione, sempre che il mezzo non appaia eccessi­va­mente oneroso, nel qual caso l’Ufficio di esecuzione fissa al debitore un termine per sostituirlo (FU 68/2009 pag. 6294 cifra II n. 7; Vonder Mühll in: Basler Kommentar, SchKG, 2ª edizione, n. 28 ad art. 93). Se si riconosce il leasing, si riconoscono anche i costi del veicolo per raggiungere il posto di lavoro (FU 68/2009 pag. 6293 cifra II n. 4d).