Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2009 (III. Diritto di famiglia)

13c Art. 129 cpv. 1, 138 cpv. 1 CC

Divorzio – modifica della rendita mediante sentenza
La sospensione di un contributo alimentare non è un semplice minus della soppressione. Va quindi chiesta esplicitamente. In appello essa è proponibile per la prima volta, di conseguenza, solo ove sia fondata su fatti nuovi o mezzi di prova nuovi.
I CCA 15.4.2009 N. 11.2005.135

14c Art. 149 CC

Appello contro l’omologazione di una convenzione sugli effetti del divorzio
Un coniuge che dopo i due mesi di riflessione ha confermato la convenzione sugli effetti del divorzio può ancora impugnare liberamente l’omo¬logazione dell’accordo da parte del giudice o può impugnare l’omolo¬gazione solo per vizi della volontà, rispettivamente per violazione di norme federali di procedura relative al divorzio su richiesta comune? Questione lasciata indecisa.
I CCA 18.03.2009 N. 11.2009.18

15c Art. 175 CC

Sospensione della comunione domestica – motivi
Doveri di verifica da parte del giudice.
I CCA 24.11.2008 N. 11.2008.159

16c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Protezione dell’unione coniugale – contributi alimentari fra coniugi
Fabbisogno minimo di un coniuge: costo dell’abitazione e parità logistica.
I CCA 19.2.2009 N. 11.2007.55

17c Art. 176 cpv. 3 CC

Protezione dell’unione coniugale – contributo alimentare per il figlio – competenza
Incompetenza per territorio del giudice svizzero chiamato a statuire sul contributo alimentare per un figlio la cui dimora abituale si trovi all’estero.
I CCA 7.4.2009 N. 11.2008.41

18c Art. 310 cpv. 1 CC

Privazione della custodia parentale
Nozione di «ricovero conveniente» in favore del figlio.
Diritto dei genitori e di terzi di mantenere con il figlio adeguate relazioni personali.
Portata dell’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio cantonale delle famiglie e dei minorenni per l’accoglimento di minorenni da parte di terzi.
I CCA 30.12.2008 N. 11.2008.28

22c Art. 650 cpv. 1, 205 cpv. 2 CC

Scioglimento di una comproprietà tra coniugi
Un coniuge può chiedere lo scioglimento di una comproprietà con l’altro coniuge prima della liquidazione del regime dei beni? In tal caso un coniuge può, vantando un interesse preponderante (art. 205 cpv. 2 CC), postulare l’attribuzione dell’intero bene contro compenso all’altro coniuge? (consid. 4).
Giustificazioni soggettive di un comproprietario possono ostare a una richiesta di scioglimento della comproprietà? (consid. 5).
Trattandosi di sciogliere la comproprietà su un’abitazione familiare, continua a valere la norma protettrice dell’art. 169 CC anche se l’abitazione è in comproprietà dei coniugi? (consid. 6).
I CCA 3.11.2008 N. 11.2007.90

46c Art. 80 seg. LEF; 125 CO

Rigetto definitivo dell’opposizione – riconoscimento del debito all’udienza – compensazione con alimenti esclusa senza l’accordo del creditore
Il riconoscimento incondizionato del debito da parte del debitore all’udienza di contraddittorio davanti al giudice del rigetto legittima il rigetto dell’opposizione qualora esso sia stato verbalizzato. La compensazione con alimenti non è proponibile contro la volontà del creditore.
CCC 9.1.2009 N. 16.2008.119

48c Art. 80 LEF; 105 cpv. 1 CO; 289 cpv. 1 CC

Rigetto dell’opposizione definitivo fondato su una sentenza di divorzio
Una volta maggiorenne il figlio beneficiario degli alimenti è legittimato a far valere non soltanto le pretese alimentari maturate dopo il compimento del diciottesimo anno di età, ma anche quelle maturate prima.
Gli interessi di mora dovuti per l’inadempienza di obblighi alimentari periodici (rendite) decorrono, giusta l’art. 105 cpv. 1 CO, soltanto dal momento dell’avvio della procedura esecutiva.
CEF 26.2.2009 N. 14.2008.112

55c Art. 93 LEF

Minimo di esistenza – disponibilità per l’alloggio e il mantenimento di figli di cui il debitore non ha la custodia
Se il debitore, spesso e per un lasso di tempo superiore alla media, alloggia e mantiene presso di sé i figli, di cui non ha la custodia, ben si giustifica che se ne tenga conto nel computo del minimo vitale (nel caso di specie, è stato riconosciuto ragionevole un importo di fr. 350.– mensili) (consid. 7).
Nel valutare se il canone di locazione corrisposto dall’escusso sia conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che egli si accontenti nelle circostanze concrete occorre prendere in considerazione la sua necessità di poter avere a disposizione uno spazio adeguato anche a poter accogliere i figli di primo matrimonio nei periodi in cui questi si trovano presso di lui (consid. 10.4).
CEF 29.1.2009 N. 15.2008.95

 

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