Modifica del contributo di mantenimento fissato in una sentenza di divorzio in caso di nuove nozze del debitore del contributo?

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I contributi di mantenimento a favore di un ex coniuge fissati in una sentenza divorzio passata in giudicato possono essere ridotti, soppressi o temporaneamente sospesi “se la situazione muta in maniera rilevante e durevole” (art. 129 cpv. 1 CC). Quanto ai contributi di mantenimento per un figlio minorenne, il giudice li modifica o li toglie su istanza di un genitore o del figlio ove “le circostanze siano notevolmente mutate” (art. 286 cpv. 2 CC, cui rinvia l’art. 134 cpv. 2). La modifica o la soppressione di un contributo presuppone – in sintesi – che che la situazione econo­mica dell’una o dell’altra parte sia cambiata in modo ragguar­devole, duraturo e non previsto rispetto al momento in cui il contributo è stato fissato (ad esempio, al momento del divorzio: Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 13 ad art. 286), sempre che la diminuzione di reddito o l’aumento del fabbisogno non si riconduca a decisioni unilaterali del debitore. La procedura non ha lo scopo infatti di correggere la decisione precedente, ma di adattarla alle nuove circostanze (DTF 120 II 178 consid. 3a, 292 consid. 4b). Essa comporta un raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano le parti al momento in cui il contributo è stato fissato (o è stato modificato l’ultima volta) e la nuova situazione. Sapere in che misura ciò giustifichi una riduzione o una soppressione del contributo non è poi solo una questione di diritto, ma anche di equità (RtiD I-2006 pag. 666 consid. 4).

In una recente sentenza il Tribunale federale ha precisato che nella commisurazione del contributo alimentare per un figlio il debitore alimentare risposatosi nel frattempo può invocare unicamente la garanzia del proprio minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo, e per di più limitato alla sua persona (DTF 137 III 62 consid. 4.2.1). Del nuovo coniuge non si tiene conto, se non ove questi sia chiamato – dandosene gli estremi – ad assistere economicamente il debitore nei suoi obblighi di mantenimento verso i figli avuti prima del matrimonio (art. 278 cpv. 2 CC).