Novità legislative che entreranno in vigore il 1° gennaio 2013 (sintesi)

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Cognome e cittadinanza dei coniugi

La modifica del Codice civile che entrerà in vigore il prossimo 1° gennaio 2013 ha quale scopo quello di concretizzare la parità dei coniugi in materia di cognome e cittadinanza.  Pertanto, il cognome e la cittadinanza non cambieranno più in seguito al matrimonio.  Quando contraggono il matrimonio, gli sposi potranno tuttavia dichiarare di voler portare come cognome coniugale quello da celibe o nubile di uno dei due.  In futuro tale possibilità sarà prevista anche per le coppie omosessuali che contraggono un’unione domestica registrata.  Il figlio di genitori sposati porterà il cognome coniugale oppure – se i coniugi hanno cognomi diversi – quello da celibe o nubile che i coniugi hanno scelto come cognome dei figli comuni al momento del matrimonio. Se i genitori non sono sposati, il figlio porterà il cognome da nubile della madre. In caso di autorità parentale congiunta, i genitori possono dichiarare che il figlio porterà il cognome da celibe del padre.  Per l’avvenire i partner possono tuttavia dichiarare al momento della registrazione dell’unione domestica di voler assumere un cognome comune; possono scegliere tra il cognome da celibe o nubile di uno di loro.

 

Diritto tutorio (norme sulla protezione degli adulti)

Dalla sua entrata in vigore nel 1912 il vigente diritto della tutela (art. 360–455 CC) è rimasto praticamente immutato, eccezion fatta per le disposizioni sulla privazione della libertà a  scopo di assistenza (art. 397a–f CC). Esso non corrisponde più alla realtà del mondo d’oggi né alle concezioni attuali e deve pertanto essere sottoposto a una revisione che parta dai suoi fondamenti stessi.
Uno degli obiettivi della revisione è la promozione del diritto all’autodeterminazione.
Nel capo «Delle misure precauzionali personali» (art. 360–373), la nuova legge propone due nuovi istituti giuridici. Si tratta, da una parte, del mandato precauzionale che permette a chi ha l’esercizio dei diritti civili (capacità di agire) di incaricare una persona fisica o giuridica di provvedere alla cura della propria persona o dei propri interessi patrimoniali, o alla rappresentanza nelle relazioni giuridiche, nel caso in cui divenga incapace di discernimento. Dall’altra, vi sono le direttive del paziente che consentono a chi è capace di discernimento non soltanto di designare i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto, ma anche di designare una persona fisica con potere decisionale nel caso in cui divenga incapace di discernimento.