Obbligo di intaccare la sostanza per garantire il versamento del contributo di mantenimento.

Print Friendly, PDF & Email

In una decisione del 19 marzo 2012, che è stata pubblicata in estratto (DTF 138 III 292), il Tribunale federale si è occupato dell’obbligo di intaccare la sostanza per garantire il versamento del contributo di mantenimento.

Il caso giudicato riguardava un marito che dopo essersi risposato e aver avuto due figli dalla nuova moglie non era più in grado, con il suo reddito, di pagare il contributo di mantenimento all’ex moglie fissato nella sentenza di divorzio e, per questo motivo, aveva richiesto una modifica della sentenza di divorzio nel senso di ridurre l’ammontare del contributo di mantenimento. A sostegno della sua domanda di modifica, il marito ha inoltre invocato il fatto di essere stato pensionato anticipatamente dalla ditta.

La sentenza si occupa in particolare della questione dell’obbligo di consumare la sostanza del debitore del contributo alimentare.

Ora, il Tribunale federale ha in primo luogo ricordato che secondo l’art. 129 CC una modifica di una sentenza di divorzio è possibile qualora intervengano dei fatti nuovi, rilevanti e duraturi nella situazione finanziaria di uno degli ex-coniugi tali da imporre un adattamento alle nuove circostanze.

Un fatto è nuovo qualora non è stato considerato per fissare l’ammontare del contributo di mantenimento nella sentenza di divorzio.

In particolare, si suppone che un fatto non sia nuovo nella misura in cui il suo verificarsi era altamente probabile (o addirittura certo) al momento della sentenza di divorzio: in effetti, in tal caso si suppone che il giudice del divorzio lo abbia considerato.

Una volta che il giudice ha verificato che la condizione dell’esistenza di un fatto nuovo sia adempiuta, egli deve procedere a un nuovo calcolo del contributo di mantenimento attualizzando tutti gli elementi precedentemente presi in considerazione.

Qualora proceda a una ricalcolo del contributo di mantenimento, il giudice deve tenere conto dei criteri enumerati in modo esaustivo all’art. 125 cpv. 2, in particolare della sostanza dei (ex-)coniugi.

Qualora i redditi (del lavoro e della sostanza) dei coniugi siano sufficienti a loro mantenimento, la sostanza non è di regola presa in considerazione. Nel caso contrario, però, niente si oppone a che il mantenimento sia assicurato dal consumo della sostanza, eventualmente finanche dai beni propri. Ciò in quanto la legge mette sullo stesso piano il reddito e la sostanza. A questo proposito, giova ricordare che la giurisprudenza ha già imposto di intaccare la sostanza per garantire il fabbisogno minimo allargato della moglie.

Questa regolamentazione, secondo il Tribunale federale, deve valere a maggior ragione nel caso di un’istanza di modifica di una sentenza di divorzio ai sensi dell’articolo 129 CC. Di conseguenza, qualora i redditi del lavoro e della sostanza non siano più sufficienti per conservare il tenore di vita che ogni coniuge poteva pretendere secondo la sentenza di divorzio, al momento della modifica del contributo di mantenimento dopo il divorzio il giudice può imporre al debitore alimentare di consumare la sua sostanza per continuare a versare il contributo al quale è stato in precedenza condannato. Ciò vale pure qualora prima della separazione i coniugi se i coniugi non utilizzavano tale sostanza per il loro mantenimento