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Attribuzione di un bene in comproprietà a un solo coniuge nell’ambito del divorzio: condizioni

Nel divorzio si procede anche allo scioglimento delle comproprietà. In quest’ambito, secondo l’art. 205 cpv. 2 CC il coniuge che provi d’avere un interesse preponderante può chiedere che tale bene gli sia attribuito per intero contro compenso all’altro coniuge.

L’interesse preponderante di un coniuge può rivestire diverse forme: decisivo è che il richiedente possa valersi, senza riguardo ai motivi, di un’intensa relazione con il bene litigioso.

Il giudice pondera gli interessi dei coniugi secondo equità, nell’ambito del suo potere d’apprezzamento. Possono risultare preponderanti interessi professionali o commerciali, affettivi o di salute.

Un’attribuzione a un coniuge giusta l’art. 205 cpv. 2 CC, ad ogni modo, non presuppone solo un interesse preponderante, ma anche la possibilità di indennizzare l’altro coniuge.

Quando ciò non sia possibile, il coniuge in questione non può pretendere che il bene gli sia attribuito in proprietà esclusiva.

Si noti che l’art. 205 CC riguarda il regime ordinario dei beni. Comunque, recentemente il Tribunale federale ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata con riferimento all’art. 205 cpv. 2 CC va applicata per analogia anche ai casi in cui tra i coniugi vige il regime della separazione dei beni.