Custodia alternata quale regola

Nella sua giurisprudenza più recente il Tribunale federale ha chiarito che la custodia alternata deve essere la regola, dalla quale ci si può discostare unicamente quando questa è dannosa per il bene dei figli per motivi particolari.

Inoltre, il Tribunale federale ha ricordato che secondo il rivisto diritto della filiazione il concetto di custodia si limita oggi alla custodia di fatto.

L’alta Corte ha stabilito che quando i genitori si occupano dei figli in modo quasi paritario, la custodia va espressamente designata quale custodia alternata e non vanno di conseguenza regolamentati i diritti di visita, bensì le quote di partecipazione alle cure (DTF 147 III 121, consid. 3.2.2).

Peraltro, in una recentissima sentenza del 13 luglio 2021 ( 5A_722/2020) , pubblicata sull’ultimo numero della rivista Fampra.ch (FamPra.ch 2021, pag. 1103), il Tribunale federale  ha indicato che finanche una regolamentazione della partecipazione alla cura secondo la quale le quote di partecipazione all’accudimento sono suddivise tra i genitori secondo una proporzione 40%/60%, corrisponde a una custodia alternata.  

Di regola, è data una custodia alternata quando le quote di accudimento di entrambi i genitori sono superiori al 25% (cfr. Fampra.ch 2021, pag. 886 con riferimenti).

Per quanto attiene ai contributi di mantenimento per i figli, il Tribunale federale ha stabilito che il mantenimento dei figli deve essere sopportato dai genitori in funzione della loro partecipazione alla cura del figlio ed eventualmente della loro capacità contributiva (DTF 147 III 265, consid. 5.5).

Dal 1.1.2017: istanza per l’aumento del contributo di mantenimento per il figlio nato al di fuori del matrimonio

Con riferimento alla questione dell’aumento del contributo di mantenimento per il figlio nato al di fuori del matrimonio, l’art. 13c tit. fin. CC, in vigore dal 1° gennaio 2017, prevede che i contributi di mantenimento del figlio fissati in un contratto di mantenimento approvato o in una decisione possano essere ridefiniti ad istanza del figlio.

Se questi contributi sono stati fissati unitamente ai contributi di mantenimento per il genitore, possono essere modificati soltanto se le circostanze sono notevolmente mutate.

In altri termini, qualora i contributi di mantenimento per un figlio non siano stati fissati unitamente a quelli per il genitore, è possibile richiedere una loro modifica, anche qualora le circostanze non si siano modificate rispetto al momento in cui sono stati stabiliti.

Pertanto, in linea di massima il figlio può quindi richiedere la modifica dei contributi di mantenimento fissati in un titolo di mantenimento secondo il diritto in vigore prima del 1° gennaio 2017.

Tale regola vale senza eccezione se il contributo di mantenimento è stato fissato in una decisione di mantenimento fondata sull’articolo 279 CC o in un contratto ai sensi dell’articolo 287 CC. Queste disposizioni riguardano il mantenimento di figli nati fuori dal matrimonio.

Dato infatti che il diritto in vigore fino al 31 dicembre 2016 non permetteva di garantire ai minori figli nati fuori dal matrimonio la possibilità di beneficiare della forma di accudimento più adatta, l’entrata in vigore del nuovo diritto di mantenimento dei figli ammette un’azione di modifica del contributo di mantenimento.

Per i figli di genitori che erano sposati, invece, un’istanza di modifica del contributo continuerà a essere possibile unicamente se le circostanze considerate al momento in cui il contributo è stato fissato “siano notevolmente mutate” (art. 286 cpv. 2 CC).

La modifica di un contributo presuppone in questo caso, concretamente, che la situazione economica dell’una o dell’altra parte sia cambiata in modo ragguardevole e duraturo rispetto al momento in cui il contributo è stato fissato. La procedura non ha lo scopo infatti di “correggere” la decisione (o la convenzione) precedente, ma di adattare la decisione (o la convenzione) alle nuove circostanze (DTF 138 III 292 consid. 11.1.1).
Essa implica perciò un raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano le parti al momento del divorzio (rispettivamente al momento in cui il contributo era stato modificato l’ultima volta) e la nuova situazione.