Divisione degli averi della previdenza professionale situati all’estero

Il giudice svizzero, che ha una competenza esclusiva per il conguaglio delle pretese nei confronti di un istituto svizzero di previden­za professionale, può determinarsi anche sugli averi previdenziali situati all’estero in virtù della competenza generale.

D’altro canto, il deposito di averi previdenziali all’estero fonda anche nel nuovo diritto un’impossibilità di conguaglio.

Se all’estero sussistono pretese di previdenza il giudice svizzero ha due possibilità:

  • riconoscere al coniuge creditore un’indennità adeguata sotto forma di liquidazione in capitale o di rendita (art. 124e cpv. 2 CC),
  • decidere di rinviare complessivamente il conguaglio delle pretese di previdenza professionale a un procedimen­to apposito, nell’ipotesi in cui sia possibile ottenere una decisione sul conguaglio nello Stato estero (art. 283 cpv. 3 CPC).

La nuova legge sulla divisione degli averi previdenziali (LPP)

Le disposizioni legali sul conguaglio della previdenza professionale in caso di divorzio, che prevedono il principio della divisione a metà degli averi della LPP accumulati durante il matrimonio, sono state criticate fin dalla loro entrata in vigore il 1° gennaio 2000.

Secondo alcuni, la normativa prevista dalla legge fino al 31 dicembre 2016 era troppo rigida. Secondo altri, i coniugi senza attività lucrativa – nonostante l’auspicio del legislatore – hanno continuano a essere sistematicamente svantaggiati.

La nuova regolamentazione presenta alcune novità di indubbio rilievo.

Le nuove norme prevedono in particolare il conguaglio dei diritti alla previdenza acquisiti durante il matrimonio anche nel caso in cui uno dei coniugi percepisce già una rendita di vecchiaia o d’invalidità nel momento del promovimento della procedura di divorzio.

La nuova legge, inoltre, mitiga le condizioni da adempiere affinché i coniugi possano derogare al principio della divisione per metà dell’avere previdenziale accumulato durante il matrimonio.

Per garantire che il giudice disponga dei dati necessari per decidere correttamente la divisione, gli istituti di previdenza e di libero passaggio sono ora obbligati ad annunciare ogni anno all’Ufficio centrale del 2° pilastro i loro effettivi di assicurati. Ciò agevola il compito del giudice del divorzio che, per il conguaglio della previdenza, deve poter tenere conto di tutti gli averi previdenziali disponibili.

La nuova legge prevede anche una regolamentazione per i casi in cui i fondi previdenziali sono investiti nell’acquisto di un’abitazione.

Per garantire la previdenza, il legislatore ha anche previsto una normativa secondo cui un istituto di previdenza può versare un’indennità in capitale anche nell’ambito della previdenza più estesa soltanto se il coniuge dell’assicurato vi consente. La situazione giuridica viene così a coincidere con quella dei pagamenti in contanti.

Un cambiamento significativo è dato poi dal fatto che il momento determinante per la divisione degli averi previdenziali è quello dell’inoltro della causa di divorzio e non più il momento della crescita in giudicato. Ciò permetterà di non premiare più, quantomeno per quanto attiene alla divisione degli averi previdenziali, quei coniugi che tentano di protrarre la durata della procedura di divorzio per meri fini economici.